Spettacolo:
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Le fenicie
 

Riscrittura di Giuseppe Argirò da Euripide

E' la tragedia che meglio rappresenta il conflitto come necessità negativa e ineludibile. La violenza, infatti, risulta essere nella tragedia euripidea l’elemento regolatore dei rapporti umani. L’opera mette in scena lo scontro fratricida per il potere di Eteocle e Polinice. Dal particolare scontro tra i due consanguinei si giungerà ad un conflitto universale che deflagrerà in tutta la Grecia. Ecco quindi che il conflitto parentale diventa universale trasformandosi in guerra. La tragedia, come genere, diventa un’occasione irrinunciabile per confrontarsi con le pulsioni più profonde e feroci degli esseri umani che hanno nel conflitto un’istanza primigenia e ancestrale. La calda umanità di quest’opera permette di rivelare, senza infingimenti e falsi moralismi, l’ossessione per il potere e il desiderio di sopraffazione dell’altro come affermazione di sé. La tragedia quindi, avulsa dal suo contesto storico letterario, risveglia la nostra coscienza dall’assuefazione quotidiana alla morte e alla violenza. Il dramma, la colpa, l’espiazione degli eroi greci, potrebbero essere raccontati da qualsiasi mezzo di comunicazione, infatti sono ormai diventati notizia, cronaca, atti processuali; così il mito diventa storia. La dolente umanità dell’opera induce a una riflessione lucida ma ugualmente emotiva e commossa sulla guerra e sulla sua inutilità.

Prodotto da Adriana Palmisano, ha girato in tournée nazionale nell'estate 2009, con Giuseppe Pambieri, Maria Letizia Gorga e Micol Pambieri.

 
 
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