Spettacolo:
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Le Troiane
 
di Seneca

drammaturgia e regia di Giuseppe Argirò

con Renato Campese, Paola Lorenzoni, Cinzia Maccagnano, Maurizio Palladino e Alberto Caramel

Le Troiane costituiscono l’espressione migliore del talento drammatico di Seneca, contravvenendo all’idea di una scrittura priva di azione. L’autore latino si emancipa dal modello euripideo, rappresentando con maggiore decisione l’orrore del conflitto sullo sfondo della città distrutta. Protagonisti della tragedia sono i vinti: le donne troiane, testimoni di un eccidio etnico e culturale, simboleggiano la parte più vulnerabile della società, colpita senza pietà dalla guerra, da ogni forma di conflitto. Troia, infatti, potrebbe essere oggi qualsiasi città del Medio Oriente, basti pensare alla bellissima zona dell’antica città romana di Palmira devastata dalle orde barbariche del terrorismo islamico. L’analogia con la modernità è fin troppo evidente.
La tragedia racconta da sempre l’olocausto dei popoli e l’insensatezza della violenza che diventa il principio disgregante dell’universo. Seneca aumenta la tensione drammatica, raccontando il sacrificio dei due ragazzi troiani Polissena e il piccolo Astianatte. Dopo il commiato di Ettore nell’Iliade, davanti alle porte Scee, l’addio di Andromaca al figlioletto costituisce una delle pagine più struggenti della drammaturgia di ogni tempo, raffigurando l’ineluttabilità della storia umana e l’indifferenza degli dei , spettatori attoniti e crudeli di fronte allo stupefacente spettacolo del mondo.